| Home | Biografia | Eventi | Foto |
Contattami | Links |
|
SELENAL
Musica e soggetto di Daniela
Puzzo Selenal fa parte id una trilogia di opere contemporanee, ognuna delle quali racconta la storia di una donna: Selenal, la sognatrice romantic, Nikael, la sensuale amazzone selvaggia e Marael, la pensatrice solitaria. LE opere sono ambientate ad Onirikon, un mondo fantastico creato dall' Ordo Solis un gruppo LARP (“live action role play”) filosofico europeo. Elementi della Cabala occidentale, dell'advaita Vedanta orientale e dell'antica mitologia vengono utilizzati per analizzare i conflitti moderni in una rivisitazione della tradizione tratrale greca. “Selenal”, la prima opera della trilogia, consiste di nove scene in un atto unico, che descrivono le avventure di Selenal, figlia segreta della Cacciatrici di Dèsio. A fare da cornice al tormento interiore di Selenal, la continua lotta tra amore e potere. L’intreccio narrativo si
realizza nella
sua intensità grazie a percorsi musicali anche essi
originali, allo scopo di
ottenere un effetto di coinvolgimento interiore
sull'ascoltatore, che dura per tutto il
corso
dell'opera. Ogni linea
melodica è costruita sullo studio psicologico dei personaggi
e
sulle sensazioni
evocate dalla scena. Ed è per questo che alle voci liriche
si
mescolano voci
moderne e recitativi, all’organico sinfonico classico si
uniscono
strumenti
elettronici. Non appartenente ad una precisa categoria musicale, per
apposita
scelta della compositrice, l’Opera vuole essere infatti
specchio
della vita e
della diversità. La musica narra
“Selenal” con toni
classici, ma allo stesso
tempo contemporanei. Ad epici incontri di archi e fiati si uniscono le
carezze
del violino e del flauto che fanno da eco alle linee vocali. Al
pianoforte si
sostituisce l’organo hammond, il contrabbasso pizzicato si
alterna al basso
elettrico, i timpani si fondono con gli effetti speciali della batteria
elettronica.
E si incontrano reminescenze di canti popolari siciliani, la
fisarmonica che
accompagna un sensuale tango, i temi arabi e gipsy, il pop, il rock, il
jazz.
Gli stili si modificano dunque in relazione al personaggio, per evocare
il
personaggio stesso, per permettere l’anticipazione e
l’identificazione. L’eterogeneicità
della musica
è armonica e crea un trait
d’union tra i vari personaggi, scandendo inoltre le
varie
tappe del cammino di Selenal dal Regno oscuro di Begaruh alla terra
delle Cacciatrici. L’introspezione
psicologica di ogni figura sulla
scena è inoltre visibile attraverso le illustrazioni che
corredano il libretto,
dando allo spettatore l’immagine palpabile del rappresentato
che restituisce
alla memoria il profilo somatico e interiore dell’Opera
stessa. Ed è in questo approccio eterogeneo che sta l’originalità e la forza di “Selenal”, amabile dal colto fruitore di opera lirica e letteraria che apprezzerà la sofisticatezza del libretto e le arie liriche in stile romantico, ma anche dal giovane appassionato di avventura e magia in stile “fantasy”, o dall’esoterista che voglia leggere i simboli della cabala e dell’alchimia, o da colui che voglia soffermarsi sulla vita e suoi percorsi interiori, o da colui che semplicemente voglia ascoltare una nuova Opera. |
![]() |
|