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SELENAL

Musica e soggetto di Daniela Puzzo
Libretto di Pasquale Almirante
Illustrazioni di Antonio Vinci

Selenal fa parte id una trilogia di opere contemporanee, ognuna delle quali racconta la storia di una donna: Selenal, la sognatrice romantic, Nikael, la sensuale amazzone selvaggia e Marael, la pensatrice solitaria. LE opere sono ambientate ad Onirikon, un mondo fantastico creato dall' Ordo Solis un gruppo LARP (“live action role play”) filosofico europeo.  Elementi della Cabala  occidentale, dell'advaita Vedanta orientale e dell'antica mitologia vengono utilizzati per analizzare i conflitti moderni in una rivisitazione della tradizione tratrale greca. 

“Selenal”, la prima opera della trilogia, consiste di nove scene in un atto unico, che descrivono le avventure di Selenal, figlia segreta della Cacciatrici di Dèsio. A fare da cornice al tormento interiore di Selenal, la continua lotta tra amore e potere. 

L’intreccio narrativo si realizza nella sua intensità grazie a percorsi musicali anche essi originali, allo scopo di ottenere un effetto di coinvolgimento interiore sull'ascoltatore, che dura per tutto il corso dell'opera. Ogni linea melodica è costruita sullo studio psicologico dei personaggi e sulle sensazioni evocate dalla scena. Ed è per questo che alle voci liriche si mescolano voci moderne e recitativi, all’organico sinfonico classico si uniscono strumenti elettronici. Non appartenente ad una precisa categoria musicale, per apposita scelta della compositrice, l’Opera vuole essere infatti specchio della vita e della diversità. La musica narra “Selenal” con toni classici, ma allo stesso tempo contemporanei. Ad epici incontri di archi e fiati si uniscono le carezze del violino e del flauto che fanno da eco alle linee vocali. Al pianoforte si sostituisce l’organo hammond, il contrabbasso pizzicato si alterna al basso elettrico, i timpani si fondono con gli effetti speciali della batteria elettronica. E si incontrano reminescenze di canti popolari siciliani, la fisarmonica che accompagna un sensuale tango, i temi arabi e gipsy, il pop, il rock, il jazz. Gli stili si modificano dunque in relazione al personaggio, per evocare il personaggio stesso, per permettere l’anticipazione e l’identificazione. L’eterogeneicità della musica è armonica e crea un trait d’union tra i vari personaggi, scandendo inoltre le varie tappe del cammino di Selenal dal Regno oscuro di Begaruh alla terra delle Cacciatrici.

L’introspezione psicologica di ogni figura sulla scena è inoltre visibile attraverso le illustrazioni che corredano il libretto, dando allo spettatore l’immagine palpabile del rappresentato che restituisce alla memoria il profilo somatico e interiore dell’Opera stessa. 

Ed è in questo approccio eterogeneo che sta l’originalità e la forza di “Selenal”, amabile dal colto fruitore di opera lirica e letteraria che apprezzerà la sofisticatezza del libretto e le arie liriche in stile romantico, ma anche dal giovane appassionato di avventura e magia in stile “fantasy”, o dall’esoterista che voglia leggere i simboli della cabala e dell’alchimia, o da colui che voglia soffermarsi sulla vita e suoi percorsi interiori, o da colui che semplicemente voglia ascoltare una nuova Opera.























Scene

Arie

Prima New York